Val Camonica

Oltre ad ospitare piccoli borghi ricchi di storia e di fascino, la Valcamonica è l’ideale per coloro che amano fare attività all’aperto sia in inverno che in estate.
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La Val Camonica (o Valcamonica) è una valle lombarda che si estende dalle sponde del Lago di Iseo al Passo del Gavia, che rappresenta il punto più a nord della valle. La Valcamonica si sviluppa per quasi 100 chilometri tra le provincie di Brescia e Bergamo ed è attraversata in tutta la sua lunghezza dal fiume Oglio, che nasce a Ponte di Legno e sfocia nel Po, e custodisce al suo interno borghi dalla lunga storia, splendidi paesaggi naturali e un antico patrimonio culturale. Questo territorio si è formato migliaia di anni fa con la fine dell’ultima glaciazione quando i ghiacciai sciogliendosi hanno dato origine alla vallata.

Attorno al 5000 a.C. poi qui si sono insediati i Camuni, un popolo che parlava una lingua preindoeuropea e che ha lasciato in questi territori oltre 300000 incisioni rupestri che rendono la Val Camonica il più grande centro d’arte rupestre in Europa. Le iscrizioni rinvenute raccontano molto sulla vita di questo popolo e dei contatti che ha avuto sia con i popoli della Val Padana sia con gli Etruschi.

L’importanza delle testimonianze rinvenute nella zona è tale che nel 1979 l’UNESCO ha dichiarato le incisioni rupestri della Val Camonica Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Attorno al I secolo a.C. la Valle è stata annessa ai territori dell’Impero Romano, i quali hanno fondato la cittadina di Cividate Camuno che era dotata di terme, di un teatro e di un enorme santuario dedicato alla dea Minerva.

Cosa vedere in Val Camonica

Attualmente la Valcamonica è la destinazione ideale in ogni periodo dell’anno dato che grazie ai Parchi dell’Adamello e dello Stelvio richiama gli amanti della vita all’aria aperta, mentre il suo patrimonio storico, composto da borghi e numerosi castelli, è l’ideale per i viaggi all’insegna della cultura. A questo si aggiunge la presenza di diverse località termali come Boario, le cui acque provengono da quattro differenti fonti, che garantiscono soggiorni di relax e benessere.

Parco nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane

Il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri è stato aperto nel 1955 a Naquane, località del comune di Capodiponte, come primo vero e proprio parco archeologico italiano. Il sito è stato fondato con l’obiettivo di tutelare il prezioso patrimonio di incisioni rupestri risalenti al periodo preistorico e realizzate dal popolo dei Camuni.

Esteso su una superficie di più di 140.000 mq tra i 400 e i 600 metri di altitudine il Parco custodisce al suo interno 104 rocce in arenaria levigata milioni di anni fa dai ghiacciai che hanno poi portato alla formazione della Val Camonica. Le rocce qui presenti conservano numerose raffigurazioni realizzate in particolare tra la fine del Paleolitico Superiore (ovvero 13.000- 10.000 anni fa) e l’età del Ferro (I millennio a.C.) e poi continuate anche in epoca romana e medievale.

Questo patrimonio d’arte rupestre per il suo inestimabile valore è stato riconosciuto nel 1979 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Diversi percorsi di visita circondati da betulle, frassini, castagni, larici e abeti, permettono di ammirare le numerose incisioni che riportano raffigurazioni divine, scene di vita quotidiana, attività di caccia e molto altro. Al centro del Parco, inoltre, si trova la Grande Roccia di Naquane (o Roccia n.1) che espone oltre duemila incisioni.

Bienno

Tra i paesi da visitare in Valcamonica c’è sicuramente Bienno che non solo è stato inserito nella lista dei “Borghi più belli d’Italia” ma ha anche ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club per il suo patrimonio storico e culturale davvero antico. Abitata sin dall’Età del Bronzo, Bienno è stata prima la terra dei Camuni e poi degli antichi romani che qui hanno scoperto grandi riserve minerarie di ferro nelle montagne circostanti la città.

Grazie al ferro presente nella zona a Bienno si sono sviluppate diverse attività metallurgiche che lavoravano per produrre armi e utensili. Il ferro ha segnato a lungo la storia e l’economia di questo territorio e per comprendere meglio la sua rilevanza nei secoli attualmente è possibile visitare la Fucina Museo e l’Ecomuseo del Vaso Rè.

Altro sito di grande interesse è sicuramente il Mulino cittadino, ora convertito in museo, che permette di comprendere l’importanza che l’introduzione dei mulini ha avuto nello sviluppo economico della città. Questi, infatti, grazie al Vaso Rè, che è un canale artificiale della Val Grigna (parte della Val Camonica) hanno a lungo facilitato il lavoro svolto in opifici, fucine e magli.

Camminando per il centro storico di Bienno è possibile ammirare altri segni della sua storia. Bienno, infatti, è noto come il “Borgo delle sette torri” dato che un tempo la città era dotata di una struttura difensiva che comprendeva una cinta muraria e sette torri a pianta quadrata con mura molto spesse. Della struttura difensiva quattro torri sono giunte intatte sino a noi.

Lovere

Lungo le sponde settentrionali del Lago d’Iseo si trova la caratteristica cittadina di Lovere, il cui centro storico ha preservato nel tempo la sua configurazione antica. Circondata da un lato dalle montagne della Val Camonica e dall’altro dalle azzurre acque del Lago, Lovere è un paesino che custodisce eleganti palazzi e antiche chiese che sono testimonianze del suo passato.

Il suo bellissimo lungolago ospita Palazzo Tadini al cui interno si trova l’Accademia che conserva diverse opere artistiche di grande interesse, tra cui la stele Tadini realizzata da Antonio Canova. Dichiarato uno dei “Borghi più Belli d’Italia”, Lovere ha il suo cuore pulsante in Piazza XIII Martiri che si trova nel lungolago e ospita palazzi, ristoranti e negozi

Se dalle sponde del lago si seguono i vicoletti che portano all’entroterra si può raggiungere Piazza Vittorio Emanuele II che nel Medioevo era considerata il centro del borgo. È proprio qui che si trova ancora la Torre Civica, alta quasi 28 metri, che permette a tutti i visitatori di salire fino alla sua cima per ammirare splendidi panorami.

Ponte di Legno

Nella zona più settentrionale della Valcamonica si trova il famoso comune di Ponte di Legno che confina tramite il Passo del Tonale con il Trentino-Alto Adige ed è ora noto per essere un’ambita destinazione turistica. Già ad inizio Novecento la città era una celebre meta invernale tanto che qui nel 1911 è stato fondato lo Ski Club Ponte di Legno che è considerato uno dei primi Sci Club d’Italia.

Sfortunatamente, durante la Prima Guerra mondiale quest’area è stata colpita da pesanti bombardamenti che hanno distrutto parte del centro abitato e molti siti di interesse. In città, però, meritano una visita la Chiesa della Santissima Trinità e il Castello di Castelpoggio che ha conservato una cinta muraria lunga 580 metri.

Ponte di Legno, però, è famosa particolarmente per le attività a contatto con la natura che qui è possibile fare in ogni stagione dell’anno. In estate sono numerosi i sentieri per il trekking e per le escursioni a piedi o in mountain bike, mentre in inverno Ponte di Legno è parte del comprensorio Adamello Ski che vanta quasi 100 km di piste, uno snow park, piste per freeride e due centri per lo sci di fondo.

Cividate Camuno

I primi insediamenti in quest’area risalgono all’Età del Ferro ma è nel periodo romano che Cividate (all’epoca Civitas Camunnorum) diventa una vera e propria città dotata di terme, teatro e anche di un santuario dedicato a Minerva. Quest’ultimo è ancora considerato uno tra i più grandi santuari romani della zona. I resti del periodo romano si trovano all’interno di un Parco Archeologico esteso per ben 20.000 mq e strutturato in quattro sezioni: il territorio, le necropoli, la città romana e la sala degli dei che ospita la statua della Dea Minerva rinvenuta al Santuario di Minerva che ora rientra nel territorio del comune di Breno.

Il centro storico del paese, invece, ospita edifici di grande interesse come la Chiesa di Santa Maria Assunta, la Chiesa di Santo Stefano e la Chiesetta dei Beati Giuseppe Tovini e Mosè Tovini. Un tempo la città era dotata di una cinta muraria che è stata poi in gran parte distrutta, fatta eccezione per la Torre di Cividate Camuno (o Torre Federici), edificio medievale attorno al quale si è poi sviluppato il paese.

Santuario di Minerva

Il Santuario di Minerva è un tempio romano dedicato alla dea Minerva che sorge in località Spinera nel comune di Breno, tra il fiume Oglio e la rupe di S. Stefano. Considerato uno tra i più grandi santuari romani delle Alpi, questo tempio è stato eretto sulle fondamenta di un precedente Santuario risalente all’epoca dei Camuni. Durante la dominazione romana, infatti, questo territorio faceva parte della città di Civitas Camunnorum, ovvero l’attuale Cividate Camuno, che all’epoca era considerata la località più importante della valle.

In seguito, con l’arrivo del cristianesimo il santuario è caduto in disuso e poi è stato in parte distrutto da incendi e intemperie. L’area è stata scoperta per caso nel 1986 durante degli scavi eseguiti nella zona per la posa di condutture; in quest’occasione sono state rinvenute parti del complesso e, nella sala principale, una nicchia con conservata la statua di Minerva.

Il sito che è facilmente raggiungibile attraverso un percorso ciclo-pedonale che costeggia il fiume Oglio conserva ancora parte del basamento, traccia delle pitture originali, una parte di pavimento decorata con un mosaico e una copia della statua della dea. L’originale di questa, infatti, si trova presso il Museo Archeologico Nazionale della Val Camonica a Cividate Camuno.

Santuario della Via Crucis di Cerveno

Presso il comune di Cerveno si trova il Santuario della Via Crucis che è meta ogni anno di migliaia di Pellegrini. Qui si trovano, infatti, le 14 stazioni della Via Crucis con 198 statue a grandezza naturale realizzate dall’artista Beniamino Simoni e da alcuni suoi allievi. Queste rappresentano senza dubbio un ottimo esempio del connubio tra arte e fede avvenuto negli anni passati in Valcamonica. Le statue, realizzate attorno alla metà del XVIII secolo alcune in legno altre in gesso, descrivono con grande carico emozionale la Passione di Cristo e le sue ultime ore di vita.

Museo Archeologico nazionale della Val Camonica

Nel centro storico di Cividate Camuno, proprio di fronte alla Chiesa Parrocchiale, si trova il Museo Archeologico nazionale della Val Camonica che raccoglie, custodisce e valorizza il patrimonio archeologico di età romana ritrovato nel territorio della Valle. Oltre a questi si trovano reperti rinvenuti nella zona e databili fra il Mesolitico e l’età del ferro.

Il Museo, inaugurato nel 1981, è stato ampliato negli anni duemila con la creazione di un percorso espositivo che presentava le decorazioni emerse da una domus romana ritrovata nella zona. Attualmente all’interno del museo si trovano otto diverse sezioni tematiche, tra le quali spiccano la Sala dedicata ai luoghi di culto, lo spazio delle terme, la sala dei materiali provenienti dalle domus e la sezione della necropoli.

Terme in Valcamonica

Oltre a itinerari storici e attività sportive, la Valcamonica offre anche relax e benessere grazie alle numerose fonti di acque termali presenti. Sono in particolare le località di Pisogne, Darfo Boario Terme, Borno, Ponte di Legno e Angolo Terme ad essere destinazioni molto ambite. Tra queste Boario Terme, frazione del comune di Darfo, è forse la più famosa dato che è meta degli amanti del turismo termale sin dal ‘700. Qui ci si può concedere un soggiorno dai ritmi tranquilli e all’insegna del benessere.

Un’altra località che sta diventando sempre più famosa è Angolo Terme grazie alle proprietà curative delle acque della fonte S. Silvestro che sono utilizzate anche per la realizzazione di cosmetici termali. Il complesso termale si trova in un vasto parco verde lungo la sponda sinistra del fiume Dezzo e le sue acque termali sono celebri anche per le loro capacità curative per diverse malattie dello stomaco, dell’intestino e dei reni.

Cosa fare in inverno in Valcamonica

Impianti a Montecampione

La Valcamonica è molto frequentata in inverno per le numerose località votate agli sport invernali. Una tra le più famose è sicuramente Ponte di Legno che è parte del comprensorio Adamello Ski esteso per circa 100 km tra i 1.121 e i 3.016 metri di quota. Qui sono presenti piste per tutti i livelli e anche diverse scuole di sci per i principianti. In più nel comprensorio Ponte di Legno – Tonale c’è l’opportunità di praticare sci notturno. A questo si aggiungono 30 km di piste riservate allo sci nordico, centri per lo sci di fondo, piste per discese freeride e uno snow park per chi ama fare snowboard. Le possibilità nella zona non sono finite dato esistono più di venti itinerari per le ciaspole, percorsi per le Fat Bike (o mountain bike sulla neve) e ben tre piste di pattinaggio.

Altra località invernale molto gettonata è Montecampione che sorge a 1200 metri d’altitudine fra i comuni di Pian Camuno e Artogne; qui si trovano all’incirca 30 km di piste che si snodano dai 1.200 metri di Montecampione ai quasi 2.000 di Colma di Marucolo e comprendono anche quattro piste nere. La zona include anche anelli per lo sci di fondo e diversi itinerari per le ciaspole. Infine, in inverno è molto frequentata anche la località di Aprica-Corteno che si estende tra la Val Camonica e la Valtellina. La destinazione vanta oltre 50 km di piste distribuite in quattro ski area, tracciati per lo sci di fondo, una pista da pattinaggio e numerosi sentieri per gli amanti delle ciaspole.

Cosa fare in estate in Valcamonica

Passo del Tonale e Monte Presena

La Valcamonica è una meta davvero versatile e pronta ad accogliere visitatori in ogni stagione dell’anno. Se in inverno, infatti, sono presenti diversi siti praticare sport invernali, in estate la Valle diventa una destinazione perfetta gli amanti della natura. Sul versante sinistro della Val Camonica, inoltre, si trova il Parco dell’Adamello che si estende per circa 510 kmq e vanta una grande varietà di flora e di fauna, con numerose specie rare ed endemiche.

Anche una parte del Parco Nazionale dello Stelvio rientra nel territorio della Val Camonica. Questo parco è famoso non solo per i numerosi esemplari di fauna alpina ma anche per le testimonianze di architettura rurale e sacra. In più il Passo dello Stelvio è molto apprezzato tra ciclisti e motociclisti per le sue strade tortuose ma allo stesso tempo spettacolari, tanto che è stato più volte una tappa del Giro d’Italia.

La Val Camonica, inoltre, oltre ad ospitare piccoli borghi ricchi di storia e di fascino è l’ideale per coloro che vogliono fare attività all’aperto come escursionismo, equitazione o alpinismo. Le attività da fare sono molteplici e adatte a tutte le età e i gusti: dal trekking al free climbing, dal downhill all’arrampicata. Per chi vuole muovere i primi passi nel mondo della mountain bike, ma anche per i più esperti, ci sono numerosi bike park come il Bike Skill Park a Ponte di Legno, il Bike Park di Borno o quello di Montecampione.

I più esperti posso cimentarsi nell’Adamello Super Marathon, un percorso ad anello tra la Val Camonica e la Val di Sole lungo più di 76km e con +2500 metri di dislivello in salita. Pedalando lungo questo itinerario si toccheranno diverse località come di Ponte di Legno, Case di Viso e il Rifugio Bozzi e si potranno ammirare i resti di numerosi forti austriaci e di trincee risalenti al primo conflitto mondiale.

La possibilità per gli appassionati di bici non sono finite qui. Tutta la Val Camonica, infatti, è attraversata dalla Ciclovia del Fiume Oglio, un percorso ciclo-turistico di oltre 280 km che costeggia il fiume Oglio e attraversa numerose città lombarde circondata da splendidi paesaggi. Questa ciclabile, per la sua facilità e la sua bellezza, è spesso percorsa anche dalle famiglie in giornata per brevi tratti, mentre i più allenati possono percorrerla interamente impiegando più giorni.

Gli appassionati di storia oltre a poter scoprire le incisioni rupestri della zona possono intraprendere alcuni dei percorsi alla scoperta delle trincee e dei camminamenti della Grande Guerra. Chi ama i cammini, invece, può cimentarsi nel Cammino di Carlo Magno o nella Via Valeriana, un itinerario lungo 190 km e diviso in 12 tappe. Da non perdere anche la visita ai numerosi castelli, alle abazie e alle chiese antiche della zona; in più, durante la stagione primaverile e quella estiva le cittadine della Valle organizzano spesso eventi culturali, musicali o gastronomici.

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